Pochi sono i nomi di luogo ad esser così conosciuti in tutto il mondo come quello del nostro Carso. La parola Carso è ormai comunemente presente nel mondo della scienza, dove ha contribuito a coniare il termine che indica una disciplina che studia i terreni calcarei ed i particolari fenomeni “carsici”. Questo termine si affermò con forza nella scienza già a metà del XVIII secolo, ma ebbe la sua ufficializzazione definitiva grazie allo studente della “Scuola geomorfologica” viennese Jovan Cvijić e alla sua opera Das Karstphänomen, al punto che oggi a studiare il Carso e i fenomeni carsici ci sono università che hanno sede in tutti e cinque i continenti.
L’origine della parola “Carso” è senza dubbio indoeuropea. A noi è giunta nella sua variante latina, dato che a tramandarcela furono i Romani, che verso la fine del II secolo a.C. conquistarono il regno degli Istri, nel cui territorio rientrava anche il Carso. Il nome originale “pre-latino”, probabilmente di origine illirica, non ci è noto, mentre le fonti ci hanno trasmesso la forma latinizzata Carsus.
Alla base del termine Carsus c’è la parola kar, che significa “pietra” oppure “roccia”.
Del carso scrisse in lingua greca anche il famoso Tolomeo, che cita i monti del Carso.